Il ritorno dei reperti etruschi. Ecco il "Fanciullo con oca"

Scritto il 02/04/2026
da Francesca Amé

In mostra la collezione Corazzi, venduta nell’800 al re d’Olanda

Dopo duecento anni, torna in Italia un nucleo prezioso di bronzi etruschi conservato in Olanda e questa storia di collezionismo, tra passato e presente, è al centro della nuova mostra concepita dalla Fondazione Luigi Rovati, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida e il MAEC di Cortona. Per vederla bisogna scendere al piano ipogeo della Fondazione in corso Venezia, un luogo architettato da Mario Cucinella in modo perfetto per ospitare, ogni volta, suggestioni visive interessanti: i pezzi etruschi in bronzo sono una dozzina (è una mostra fatta di dettagli, questa) e accanto a loro, nelle teche, troviamo volumi settecenteschi. "Gli Etruschi e l'Olanda. A/R dei bronzi Corazzi", fino al 4 ottobre, racconta l'affascinante storia della collezione del cav. Giovanni Battista Corazzi, un eccentrico collezionista della Cortona del Settecento. Definito dai suoi contemporanei "fiore degli uomini del secolo", prima e meglio di altri, studiava e collezionava antichità, con particolare predilezione per i reperti etruschi della sua zona che avessero delle iscrizioni.

Alla Rovati vediamo alcune perle della sua collezione, come una statua femminile con una colomba in mano o il delizioso "Fanciullo con oca": i suoi riccioli sono così ben scolpiti nel bronzo che paiono muoversi. Più essenziale la statuetta di Zeus con fulmine mentre quelle che rappresentano il grifone e il maiale sono estremamente realistiche, a testimonianza della perizia tecnica di quella zona dell'Etruria. I reperti Corazzi spaziano dal sesto al secondo secolo avanti Cristo e ci raccontano di una civiltà cortonese evoluta, che molto piaceva alla Cortona settecentesca di cui il cavaliere era degno rappresentante. Questa è tuttavia solo una parte della storia. Quando, e siamo già nel primo ventennio dell'Ottocento, in Europa cresce il cosiddetto Etruscan taste, quel fascino che ancora resiste per gli Etruschi, a Cortona arriva l'ingegnere e militare olandese Jean-Emile Humbert: è lui, approfittando delle difficoltà economiche in cui era incappata nel frattempo la famiglia Corazzi, a spingere il re d'Olanda ad acquistare la collezione per 32mila fiorini. Tra vari mal di pancia (la famiglia non voleva che le opere lasciassero Cortona, il re non era troppo convinto) i reperti e l'archivio Corazzi di Cortona approdarono a Leida, in Olanda. Oggi sono un pilastro della sezione etrusca del Rijksmuseum della città. Prima raccolta etrusca a varcare le Alpi, la raccolta Corazzi torna con un suo piccolo ma significativo nucleo a mostrarsi in Italia, in felice dialogo con la collezione etrusca della Fondazione Rovati che, lo ricorda con giusto orgoglio la presidente Giovanna Forlanelli, "è stata acquisita all'estero e poi portata a Milano per diventare patrimonio condiviso". Questa mostra testimonia ancora una volta come il collezionismo antico sia una miniera di storie da raccontare e che il patrimonio artistico, specie in momenti storici complessi, sia efficace ambasciatore tra gli Stati.