La rinascita di Lorenzo. "Ho vinto Amici ma continuo a studiare"

Scritto il 19/05/2026
da Paolo Giordano

A 18 anni ha una maturità sorprendente: "I miei idoli? De Gregori, Fortis, Battisti"

da Roma

«No no, continuiamo a suonare e cantare». C’è stato un momento, più o meno domenica sera a due terzi della finale di Amici che poi ha vinto, in cui Lorenzo Salvetti, 18 anni, ricciuto e piccolino con lo sguardo malinconico, ha fatto capire che non bada troppo ai fronzoli e che la musica innanzitutto. Maria De Filippi aveva proposto una variazione di scaletta ma lui no, ha preferito tirare dritto e riprendere subito a esibirsi. «Mi sto concentrando soltanto sulle canzoni, all’amore penserò dopo » ha spiegato infatti ieri, ancora frastornato dopo aver alzato una coppa fisicamente grande quasi come lui, ma simbolicamente molto più grande e significativa. Aveva partecipato a X Factor , questo veronese allora sedicenne, cantautore e polistrumentista, affinato nel canto barocco e affezionato al pianoforte, ma lì non era andata secondo le attese: eliminato all’inizio della finale, è arrivato quarto portandosi dietro gli applausi del suo coach Achille Lauro, che ieri si è complimentato via social. Ad Amici invece ha trovato la quadra e, oplà!, è arrivato primo e adesso «faccio ancora fatica a realizzare ». Di certo papà e mamma sono orgogliosi perché «mi hanno sempre incentivato, mi hanno fatto ascoltare Baglioni e i cantautori, mi hanno consentito di iscrivermi alle medie musicali e poi al liceo musicale». È giovane ma anche nuovo, questo Lorenzo, è definitivamente sganciato dai cliché rap e cita con spontaneità di essere ispirato da De Gregori e Luigi Tenco o di ascoltare anche quel cantautorato indie alla Fulminacci o Calcutta e il pop di confezione migliore, come quello di Bresh oppure Olly. « X Factor e Amici sono stati semplicemente due percorsi diversi, uno più breve e uno più lungo. Di certo ad Amici è stato emozionante e nutriente parlare tutti i giorni con maestri e musicisti che mi hanno insegnato tanto e poi Maria De Filippi è stata molto materna con me». Volendo, Lorenzo Salvetti rappresenta una forma di «newstalgia» tipica della sua Gen Z, che rivive e interpreta come nuove episodi o canzoni lontani nel tempo. Non a caso, nella finale di Amici , ha intonato Milano e Vincenzo del gigantesco Alberto Fortis come se fosse uscito oggi e non nel 1979. «Penso che tanti giovani artisti in questi mesi stiano portando musica fresca e non c’entrano i generi musicali, ad esempio a me piace Kid Yugi non perché sia rap ma perché è una penna incredibile ». Quando parla, Lorenzo è quieto come può essere quieto un ragazzo che sente la passione crepitare dentro. «Io punto a migliorare sempre e a trasformare in lezioni anche le sconfitte. Per questo finora non ho provato grandi delusioni: tutto quello che è successo per me è stato un insegnamento anche quando, magari, avrei potuto prenderlo come una delus ione». Dopo Amici

(che gli ha fruttato 150mila euro per il primo premio e 7 mila per un sponsor), il 22 maggio uscirà l’Ep Stupida vita e inizieranno i «firma copie» con i fan in giro per l’Italia. «Ma intanto io continuo a studiare e vado in studio, ho già un paio di brani pronti e voglio pubblicare il mio primo disco quando avrò tanti pezzi». Intanto Amici si è chiuso con il record stagionale (con 25,9% di share e 3 milioni 483 mila telespettatori con il 37,8 per cento di share sul target pregiatissimo tra i 15 e i 34 anni) e il commento di Pier Silvio Berlusconi che riassume un pensiero condiviso (« Amici è molto più di un programma: è un evento di cui siamo orgogliosi, un punto di partenza per giovani talenti»). Si riparte in autunno e sono prevedibili un po’ di novità, quelle per rigenerare un format che ha sempre anticipato i tempi.