"Tifa Italia e Vinci", con questa offerta folle nel 2006, con la vittoria ai mondiali dell'Italia, Mediaworld aveva regalato il televisore a chi lo aveva appena comprato, o meglio l'aveva rimborsato con buoni sconto. Un'incredibile proposta di marketing che, sicuramente, non vedremo in questo 2026. Con l'ennesima esclusione dei mondiali, la terza consecutiva per l'Italia, non arriva però solo una débacle per l'orgoglio nazionale, ma anche una falce sui mercati. La competizione vale infatti decine di milioni di incassi per la Figc, fra sponsor, premi di partecipazione e merchandising. Milioni di incassi facili da calcolare: tra i ricavi che sarebbero derivati dal biglietto per il Mondiale in programma, tra giugno e luglio, negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, l'eliminazione degli azzurri manda in fumo 30 milioni di euro. Azzera poi i possibili ricavi dati dalle partite giocate. Infatti, da una parte, la Fifa riconosce un premio minimo di qualificazioni alle Nazionali partecipanti di 9,5 milioni, che la Figc non riceverà. E, dall'altra, diventano un lontano miraggio anche i 45 milioni dedicati alla squadra vincitrice.
Ma non solo calcio, il mondo del pallone ormai vive di sponsor e questi contratti, tra cui quello da circa 30 milioni con Adidas per la maglia, prevedono un malus di 9,6 milioni in caso di assenza dal torneo. A questo bisogna anche aggiungere il crollo della vendita di gadget, che porterà a un ulteriore perdita di almeno 10 milioni. Una débâcle che avrà anche un forte impatto sulle tv che trasmetteranno i Mondiali: la Rai e Dazn. Ovviamente, senza gli azzurri, l'appeal dell'evento cala vistosamente e questo avrà una conseguenza sugli ascolti, e quindi sugli investimenti pubblicitari e sugli incassi. Basta pensare che l'altra sera la partita con la Bosnia è stata vista da 12 milioni di spettatori con il 53,4 per cento di share. Da parte della tv pubblica, la possibilità dell'eliminazione era stata messa in conto, tanto che nel contratto di acquisto dei diritti di trasmissione si era stabilita una clausola di riduzione dell'esborso: da circa 100 milioni (cifre non ufficiali) per 35 partite principali comprese quelle della nazionale a circa 70 milioni, senza gli azzurri. In Rai si fa anche notare comunque che, negli ultimi Mondiali del 2022, da cui pure la Nazionale era stata esclusa, gli ascolti erano andati molto bene. Si vedrà se anche quest'estate gli italiani vorranno passare ore a guardare le partite degli altri Paesi.
Sul lato Dazn, che ha acquisito i diritti in pay per tutti i match, bocce cucitissime: si ipotizza che siano stati sborsati tra i 35 e i 40 milioni, puntando sull'evento per accrescere il numero degli abbonati in una situazione veramente complessa nel mondo dei diritti.

