“Esprimiamo la nostra preoccupazione per le modalità con cui sta proseguendo l’ispezione del ministero della Giustizia presso il Tribunale per i minorenni di L’Aquila. Desta perplessità, in particolare, che l’attività ispettiva si sia estesa, secondo quanto emerge, anche allo sviluppo di un procedimento ancora in corso, con possibili ricadute sui delicati equilibri tra controllo amministrativo e funzione giurisdizionale”. A dirlo è la Giunta esecutiva centrale dell’Anm, "Si tratta di profili che meritano attenta verifica nelle sedi competenti, ma che impongono già ora di ribadire un principio: l’indipendenza della giurisdizione costituisce garanzia di tutti i cittadini e non può essere esposta a forme, anche solo potenziali, di interferenza. Siamo al fianco dei colleghi del Tribunale per i minorenni di L’Aquila chiamati a operare in un contesto particolarmente delicato, e auspichiamo un tempestivo chiarimento da parte del Consiglio superiore della magistratura già investito della questione”, conclude la Giunta.
In queste ore la presidente del tribunale abruzzese (ed ex deputata di Pci e Pds), Nicoletta Orlandi, ha scritto al Csm ponendo con urgenza un quesito in merito al procedimento sulla famiglia del bosco. In sintesi, Orlandi chiede al Consiglio se la tipologia di ispezione, da parte dei tecnici del ministero della Giustizia, sia legittima oppure eccessivamente invasiva o potenzialmente dannosa ai fini dell'autonomia e dell'indipendenza dei giudici. Secondo la presidente, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l'andamento del procedimento e il contenuto dei successivi provvedimenti dei magistrati sulla vicenda, richiedendo l'eventuale acquisizione di atti istruttori. A marzo il ministero aveva mandato gli ispettori a L'Aquila proprio per verificare che sul caso dei bimbi strappati ai genitori a Palmoli (Chieti) fossero state rispettate le regole.
Sul caso, intanto, sta lavorando anche l'ex senatore della Lega, Simone Pillon, che ha assunto il ruolo di avvocato difensore di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. “Domattina alle 11 mi recherò in visita alla casa famiglia. Alle 15 rilascerò una breve dichiarazione presso la nuova abitazione dei Trevallion, messa a disposizione dal Comune di Palmoli", ha spiegato, "Mercoledì incontrerò gli operatori del servizio sociale e gli altri soggetti istituzionali coinvolti. L’obiettivo resta quello di creare le condizioni per un dialogo leale nell’interesse dei minori”.
Immediata la replica del ministero della Giustizia: "L’Ispettorato Generale fa presente che, in adempimento dell’incarico di inchiesta amministrativa ricevuto con atto del gabinetto, si è rigorosamente attenuto a quanto previsto dall’art.12 della legge n.1311 del 1962 e che tutta l’attività svolta in occasione dell’accesso in loco e le successive richieste di atti sono strettamente connesse, nonché necessarie, ad acquisire le informazioni volte al miglior adempimento dell’incarico ricevuto dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio”.
“Si evidenzia, peraltro, che il richiamato articolo 12 prevede che il magistrato ispettore di un inchiesta nei riguardi di un magistrato deve, al termine dell’indagine e senza l’osservanza di particolari formalità, chiedere informazioni al Capo dell’Ufficio e chiarimenti all’interessato e poi riferire in merito al servizio prestato da quest’ultimo - prosegue - Si sottolinea, pertanto, che tutti gli accertamenti finora svolti sono stati rispettosi della sopra descritta normativa che, peraltro, non richiede “l’osservanza di particolari formalità nella conduzione dell’inchiesta amministrativa”. “Si aggiunge, infine, che ultimati gli accertamenti, la Relazione conclusiva sarà a breve trasmessa al ministro, in adempimento del mandato ricevuto e secondo quanto previsto dal citato articolo 12”, conclude.
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