Le reazioni della politica all'intervista del Giornale: "No all'accoglienza di chi serba odio verso l'Occidente"

Scritto il 18/05/2026
da Francesca Galici

Salvini: “Non era un disadattato”. Le reazioni del mondo della politica da Kelany a Craxi, da Costa a Montaruli

“Se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all'ora in centro a Modena e scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook (e ce ne vuole di impegno per Facebook per chiudere i profili) evidentemente è ancora più grave. Nel senso che non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo ma addirittura laureato”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha commentato così, a Radio 24, quanto sta uscendo in queste ore sull’attentatore di Modena Salim El Koudri. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invece, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Il Giornale nella quale ha fatto il punto della situazione professando prudenza ma, al tempo stesso, mettendo in guardia da facili semplificazioni: “Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante”. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento, ha dichiarato: “Il governo è vicino alla città e stiamo lavorando sulle grandi questioni, quelle della sicurezza e mi pare che il ministro Piantedosi abbia detto parole giuste sull'integrazione e sul anche tema del disagio psicologico delle persone che anche lì stiamo lavorando intensamente come governo perché con uno psicologo di di base, lo psicologo nelle scuole è un tema che non va sottovalutato”. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli, ha aggiunto: “Stiamo lavorando su un testo di legge che riveda i criteri per le concessioni dei permessi di soggiorno e dei ricongiungimenti familiari. Il permesso di soggiorno non è un contratto a vita, ma un atto di fiducia dello Stato nei confronti di un ospite, quindi è sacrosanto che venga revocato nel caso la fiducia venga tradita per qualunque ragione”.

Tanti i commenti degli esponenti politici che in queste ore hanno abbracciato la linea del ministro, chiedendo attenzione sul fenomeno. “Il tentativo di minimizzare quanto accaduto a Modena, catalogando il profilo di El Koudri esclusivamente come un pazzo è profondamente sbagliato”, ha dichiarato Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega. “Come giustamente rivela il ministro Piantedosi ci sono molti elementi da approfondire a partire dalle mail blasfeme e contro i cristiani e dal suo risentimento verso il nostro Paese. Qualche anno fa, forse lo ricorderete, un uomo senegalese, e cittadino italiano, dirottò un bus e prese in ostaggio 50 bambini con l'intenzione di compiere un gesto eclatante”, ha ricordato l’onorevole, sottolineando che”il piano fu sventato grazie al coraggio degli stessi studenti e dei professori, che riuscirono a dare l'allarme e a far intervenire le forze dell'ordine prima che il mezzo venisse incendiato”. Anche in quel caso, ha aggiunto, “l’accusato fu inizialmente descritto come pazzo, poi però è stato condannato a 20 anni di carcere. Questa tendenza della stampa di ‘giustificare’ questi atti orrendi è purtroppo nota in tutta Europa: sono tanti gli episodi simili che sono stati ridotti a gesti isolati di profili psichiatrici”. Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha dichiarato: “Ho grande stima del Ministro Piantedosi e quindi sono certo che le attività investigative cui lui fa riferimento verificheranno quanto è accaduto. Allo stato attuale prevale l'interpretazione relativa a un disagio psichiatrico della persona che si è resa possibile della inaudita e criminale vicenda di Modena. Ovviamente però non bisogna trascurare nulla. Abbiamo visto tutti i riferimenti ora qui, ora là, siti, articoli, mail di questo soggetto, e come li abbiamo visti noi, li vedono le forze di polizia e coloro che stanno indagando e sapranno capire se si tratta di un'ulteriore forma di delirio di una persona malata o se c'è qualcos'altro sotto. Prima di trarre conclusioni, affidiamoci alle verifiche degli investigatori. In ogni caso il fatto resta orrendo, inaccettabile, e ci fa riflettere anche sul tema del disagio psichiatrico che dovrebbe essere vigilato con maggior attenzione per impedire che persone fuori controllo possano devastare la vita altrui”

Per Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento immigrazione del partito, “il ministro è stato chiaro e molto equilibrato nella sua analisi e allo stato, pur verosimilmente escludendo piste di natura terroristica, occorre analizzare approfonditamente il pregresso di questo soggetto”. Le eventuali compromissioni psichiatriche, ci ha tenuto a sottolinearlo, “non escludono affatto che possa trattarsi di un atto emulativo. Le prese di posizione ideologiche che minimizzano la gravità del fatto costituiscono esse stesse un pericolo per la sicurezza dei cittadini. È comunque importante ricordare che questo governo sin dal suo insediamento, con competenza e pragmatismo, tiene alta la guardia contro fenomeni di integralismo e radicalizzazione”. Anche l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi sposa la linea di prudenza del ministro e del rispetto del lavoro degli investigatori, ma “i messaggi di odio anticristiano sono sempre più frequenti. Solidarietà alle vittime: in Europa non c’è spazio per fanatismo, violenza e intolleranza religiosa”. E aggiunge una riflessione che dovrebbe essere centrale nell’analisi dei prossimi giorni per capire cosa sta accadendo in Europa: “Quando alla mancata integrazione di milioni di immigrati si sommano fragilità psichiatriche e isolamento sociale, il rischio è quello di creare una vera bomba sociale. I rimpatri devono aumentare anche per soggetti a rischio come questi. Altrimenti a rimetterci saranno sempre le persone innocenti”.

Anche Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, è intervenuto, ribadendo che “​​quanto successo a Modena è gravissimo e nessuna verifica va tralasciata. L'approccio del ,inistro Piantedosi è serio e apprezzabile. Attendere il lavoro degli inquirenti, proseguire con gli approfondimenti e trarre le conclusioni sulla base di un quadro completo è un approccio istituzionale corretto”. Il senatore leghista Massimiliano Romeo ha evidenziato che “quello che ha detto il ministro Piantedosi deve invitare tutti noi a fare una seria riflessione: non possiamo accogliere nel nostro paese e dare la cittadinanza italiana a chi, anziché aderire ai valori della nazione che lo ospita ed esprimere, perché no un po’ di riconoscenza, ha in serbo l’odio nei confronti dell’Occidente. Va rivista tutta la normativa e serve più coraggio anche da parte del governo”. Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato ha ribadito che “quello che è accaduto a Modena è gravissimo” ma “prima di arrivare a giudizi definitivi è fondamentale consentire agli inquirenti di portare avanti tutte le verifiche necessarie, così da ricostruire i fatti in maniera completa”. È questo, ha aggiunto, “il comportamento che ci si aspetta dalle istituzioni nei momenti più delicati. Il Ministro Piantedosi sta seguendo esattamente questa strada, improntata alla prudenza, al senso di responsabilità, all’equilibrio e al massimo rigore. L’episodio richiama comunque l’urgenza di rafforzare l’attenzione sulla salute mentale e sugli strumenti di prevenzione e presa in carico dei casi più complessi”.

Augusta Montaruli, onorevole di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che “in attesa che gli inquirenti chiariscano la matrice dell’attentato di Modena, è comunque evidente che l’ideologia immigrazionista della sinistra, ha fallito. Non ritenendo l’immigrazione pericolosa neanche quando illegale, non ha mai lavorato sull’integrazione e questi sono i risultati che oggi noi siamo chiamati a risolvere”. Il senatore Marco Lisei ha dichiarato: “Ringraziamo la Presidente Meloni ed il Presidente Mattarella per l'attenzione alla comunità modenese ed emiliana fortemente scossa. Siamo molto preoccupati, non si può derubricare in modo semplicistico l'accaduto solo come ‘follia’ perché il problema delle ‘seconde generazioni’ e dell'integralismo è molto preoccupante e bene ha fatto il Governo Meloni sino ad ora a non sottovalutarlo”.

È molto articolata la riflessione che Anna Maria Cisint ha affidato a Il Giornale: “Fa rabbrividire la corsa al giustificazionismo della sinistra e di certa stampa: siccome l’autore della strage di Modena è un islamico di seconda generazione, allora va compreso, va capito. È il solito doppiopesismo ipocrita che ammicca al mondo islamico perché, in fondo, la sinistra spera di trovarvi un nuovo bacino elettorale. E lo abbiamo già visto: dall’appoggio alle frange più estremiste dei movimenti pro-Pal vicine ad Hamas, alla difesa a oltranza del patriarcato islamico, fino alle candidature “in nome di Allah” dei bengalesi a Venezia. La verità è che in Italia e in Europa — la Francia insegna — abbiamo un enorme problema con le seconde generazioni di islamici che troppo spesso non vogliono integrarsi. E l’integrazione non si limita all’ottenimento di un titolo di studio: è un percorso complesso, nel quale lo straniero deve dimostrare una piena adesione alle nostre regole, alla nostra cultura e ai nostri valori. Quei valori e quelle regole che molti seguaci del Corano fanno fatica ad accettare perché, diciamolo chiaramente, per loro noi siamo e resteremo degli infedeli e, per l’islam radicale, terreno di conquista. Il fatto che parte di questi soggetti siano italiani non è una garanzia, anzi: è un problema. Ciò che emerge dalla scioccante mail mandata dell’attentatore all’Università di Modena è il suo odio viscerale verso l’Occidente, verso noi cristiani. Questo ci insegna che non basta essere nati in Italia — come vorrebbe la sinistra — per essere italiani. E forse non basta nemmeno aver conseguito un titolo di studio, come sostengono alcuni alleati. Serve un monitoraggio per verificare che gli extracomunitari seguano e applichino un vero percorso di integrazione, di scelta, di condivisione dei nostri valori e di azioni concrete, per la durata del cammino che può portare, forse un domani, alla cittadinanza. A partire dal permesso di soggiorno. La nostra proposta infatti, che non nasce ieri, è quella di rivoluzionare il meccanismo dei permessi di soggiorno trasformandolo in un sistema a punti valido per tutta la durata del permesso, con un punteggio minimo da raggiungere e mantenere, che misuri adesione alle leggi, rispetto dei valori, partecipazione alla comunità. In caso di violazioni, il punteggio verrà pesantemente ridotto e se andrà sotto una certa soglia: revoca del permesso ed espulsione. Quello di Modena è solo un episodio, ma noi da tempo lavoriamo per la stretta sui permessi e sulle cittadinanze, perchè siamo stanchi di tutto quello che succede da anni a causa del permissivismo che danneggia le persone oneste. Altro che regalare cittadinanze solo per il fatto di trovarsi qui, dimostrami di essere davvero parte attiva della nostra società, di rispettarla, di non odiare l’Occidente. Altrimenti niente permesso di soggiorno e niente cittadinanza”.