Tutti colpevoli, nessun colpevole. E invece no, stavolta i colpevoli ci sono e hanno nome, cognome e sottopancia. Differenti semmai sono le colpe. Dividiamole e pesiamole in rigoroso ordine non di apparizione, ma di responsabilità.
Gabriele GRAVINA
(Presidente FIGC) 2
Come i Mondiali che l'Italia fallisce sotto la sua presidenza, ma potrebbe anche essere zero come le vere riforme varate in 7 anni e mezzo, supercazzole a parte tipo quella sul calcio di base affidato a Zambrotta e Perrotta, forse per questione di rima. Ce ne sarebbe stato abbastanza per dimettersi e fermarsi a Zenica, invece alla brutta figura della squadra ha voluto sommare la sua, restando aggrappato alla poltrona da cui ora lo schioderà la politica. Dignità, questa sconosciuta. Dilettanti a chi? Per la conferenza stampa dell'addio si scelga almeno un autore migliore.
Ezio SIMONELLI
(Presidente Lega Serie A) 2
Come i giorni che Gattuso chiedeva per preparare gli spareggi e che i club gli hanno negato, con la scusa del calendario affollato (da loro, peraltro). Se la Figc ha le sue colpe e nessuno le nega, molto invece si tace di quelle dei club. Dalla Serie A con 20 squadre, ai troppi stranieri, spesso utili solo per fatture e commissioni, più interessanti se fatte all'estero. Il Milan senza giocatori fra i 28 convocati per gli spareggi è la fotografia della stortura. Perché c'è una legge che impone di bloccare gli stranieri, ma non ce n'è nessuna che vieta di fare giocare gli italiani. Sono scelte. E ai club fa più comodo fare giocare gli stranieri. Noi spesso non capiamo perché, ma tranquilli ché loro lo sanno.
Rino GATTUSO
(CT Italia) 4
Come i ct che hanno fallito la qualificazione agli ultimi 3 Mondiali. Ventura e Mancini da soli, lui in tandem con Spalletti, cacciato da Gravina per salvare se stesso. Segno che è un problema di sistema e non di allenatori. Gattuso però ha colpe specifiche nella sconfitta agli spareggi. Dalle convocazioni alle formazioni, sbagliato riproporre a Zenica (contro un avversario più forte) quella che già non aveva funzionato a Bergamo. Assurdo quel Bastoni fuori ruolo, dopo 20 giorni senza allenamento. Sbagliato Politano se sai (ma lo sapeva?) che avrebbe dovuto fare non l'ala ma il terzino. Pochi 7 minuti e 1 presenza per Pisilli, il centrocampista più in forma del momento. Fatale avere anteposto il gruppo al campionato.
Umberto CALCAGNO
(presidente AIC) 4
Come le componenti (leghe professionistiche, lega dilettanti, arbitri e componenti tecniche, di cui appunto fa parte il sindacato calciatori, con quello degli allenatori) che a febbraio 2025 hanno rieletto Gravina con il 98,7% dei voti, proprio perché non facesse le riforme, a cominciare da quella che dovrebbe razionalizzare un professionismo evidentemente troppo vasto (100 club, al lordo dei fallimenti che ogni anno falsano i campionati di Lega Pro).
Alessandro BASTONI
(difensore Inter) 4
Come i giorni che gli restano per tornare in campo, stavolta con la maglia dell'Inter, in una partita che può valere la stagione. Resterà imperituro simbolo della sconfitta, così come l'esultanza di Dimarco sarà punto di riferimento per ogni futura sciocchezza. Più meme per tutti.
Gigi BUFFON
(capo delegazione Nazionale) 5
Come i Mondiali disputati da calciatore, cui non ne sommerà altri da dirigente. Uomo di Gravina, farà la sua stessa fine, anche se sarebbe stato bello che con un tuffo dei suoi si fosse smarcato dal presidente, salutando già in Bosnia, anziché dire che era giusto restare. Parafrasando: uno per tutti, tutti per una (poltrona).
Pio ESPOSITO
(attaccante Inter) 5
Come le presenze azzurre prima degli spareggi (e 3 gol). Ha sbagliato la prova più importante, ma il futuro resta suo. E di Palestra, di Pisilli e dei tanti ragazzi che spingono alle spalle dei veterani, altro che Verratti (sic). Perché non è vero che i nostri settori giovanili non funzionano, ora c'è anche l'Under 21 a dimostrarlo. E gli italiani di seconda generazione, finalmente protagonisti anche nel calcio, saranno forze nuove e fresche per il prossimo ct. A patto che li facciano giocare.