Il mondiale nordamericano perde un altro gigante del calcio. Dopo l’eliminazione choc della Germania, tocca ora al Brasile pentacampeão tornare a casa agli ottavi di finale. La corsa della Seleçao di Carlo Ancelotti si ferma su una Norvegia rocciosa, tecnica e mai doma che può contare su un centravanti senza pari. Erling Haaland non sembra nemmeno in campo per 80 minuti ma, quando finalmente ha due palloni giocabili, li spedisce entrambi dietro alle spalle di Alisson. Micidiale l’avanti del Manchester City, che con questa doppietta raggiunge Messi e Mbappé in testa alla classifica marcatori del mondiale.
Il Brasile non riesce a sfruttare le occasioni create in ripartenza, con il portiere Nyland che para un rigore a Bruno Guimaraes nel primo tempo. Alla fine Ancelotti getta nella mischia il giocatore chiesto a gran voce dalla torcida ma Neymar non riesce a fare la differenza, segnando solo un discutibile rigore concesso quando il recupero era finito da un pezzo. Prima eliminazione agli ottavi per il Brasile da Italia ‘90, quando perse 1-0 contro l’Argentina di Maradona mentre impresa storica per la Norvegia, che nei quarti se la vedrà con la vincente tra Messico e Inghilterra.
Gol annullato, Nyland para un rigore
Il Brasile di Carlo Ancelotti scende in campo al MetLife Stadium di East Rutherford con un obiettivo chiaro: superare per la prima volta la nazionale scandinava, finora imbattuta nei cinque incroci con la Seleçao. Poche sorprese in entrambe le formazioni con il tecnico brasiliano che conferma sia Casemiro che Martinelli, tenendo pronto Neymar per l’ingresso a partita in corsa mentre Solbakken conferma il trio offensivo Haaland, Sorloth e Nusa. La speranza dei tifosi verdeoro è che a fare la differenza sarà l’esperienza del tecnico di Reggiolo, i cui cambi sono stati determinanti nel complicato sedicesimo di finale contro il Giappone. Come previsto, partenza arrembante della Norvegia, che pressa a tutto campo la compassata retroguardia brasiliana. Gli scandinavi sono letali nelle ripartenze e trovano il varco giusto in neanche tre minuti: contropiede fulmineo sulla destra con Sorloth che mette in mezzo per l’accorrente Berg, che la mette alle spalle di Alisson. La gioia dei tifosi nordici dura poco, il tempo di notare che la bandierina del guardalinee era alzata per il fuorigioco dell’avanti dell’Atlético Madrid. L’undici di Solbakken continua a spingere forte, costringendo in difesa il Brasile e recuperando palloni sulla mediana quando i sudamericani provano ad impostare dal basso.
Fin troppo compassato il giro palla del Brasile, con Vinicius raddoppiato spesso e volentieri: la Norvegia, dopo una partenza a mille all’ora, si ricompone e prova ad attaccare in maniera più metodica, aprendosi al contropiede dei sudamericani. Sul lancio di Martinelli, Matheus Cunha si allarga un po’ troppo prima di venir steso in area dall’intervento in ritardo di Ajer. L’arbitro Elfath fa segno di continuare ma viene presto richiamato al monitor dal Var, si accorge dell’errore ed indica il dischetto: dagli undici metri si presenta Bruno Guimaraes ma Nyland riesce a parare il rigore poco angolato del centrocampista del Newcastle. Grosso respiro di sollievo per la Norvegia, che torna a macinare il suo gioco mentre i verdeoro continuano ad affidarsi all’estro dei singoli e ai contropiedi. Molto insidioso il tre contro tre al 17’ su palla persa da Odegaard: Vinicius prova a mettere un cross dal fondo sulla testa di Cunha, che viene anticipato da Møller Wolfe per un niente. La Norvegia preferisce affidarsi ad un giro palla al rallentatore, forse per gestire le energie e il caldo afoso del New Jersey. Ogni pallone perso in avanti si trasforma in un contropiede verdeoro, cosa che certo non va a genio a Solbakken.
Possesso Norvegia, Brasile di rimessa
Il cooling break, quanto mai necessario vista l’afa del pomeriggio, serve ai due tecnici per catechizzare i giocatori e provare ad implementare le contromisure tattiche del caso. Il Brasile colpisce con i propri solisti: Vinicius imbecca Martinelli il cui cross viene sventato in qualche modo da un attento Nyland con una deviazione pericolosa che per poco non causa un autogol. Lo spavento fa bene alla Norvegia, che gioca in maniera più propositiva ma le azioni offensive degli scandinavi vengono frustrate da un Musa un po’ troppo impreciso ed egoista. Un errore di Danilo offre una buona opportunità ai nordici ma la ripartenza non trova spazi buoni per colpire: Odegaard prova dalla distanza ma colpisce solo l’esterno della rete. Haaland sbuffa parecchio, visto che non viene mai servito: appena gli arriva un discreto pallone da Nusa lo trasforma in un colpo di testa un po’ velleitario che viene facilmente preso da Alisson. Al 40’, dopo una palla persa da Odegaard, un buon passaggio mette in posizione di tiro Vinicius ma il suo rasoterra trova la reazione d’istinto di Nyland, che devia in angolo col piede. La risposta della Norvegia arriva per vie centrali sull’asse Nusa-Haaland che, invece di cercare la porta dalla distanza, cede la sfera ad Odegaard, il cui tiro viene deviato in angolo dalla difesa.
Fiammata in pieno recupero con Haaland che fa a sportellate con Marquinhos e Gabriel, lasciando libero l’accorrente Odegaard, il cui tiro potente ma non molto angolato viene bloccato da un attento Alisson. Al rientro dagli spogliatoi, Solbakken cambia tutto: fuori l’evanescente Nusa ma anche Sorloth, calato molto nella seconda metà del primo tempo, sostituiti da Bobb e Schjelderup. Il Brasile prova a pressare alto la Norvegia ma in maniera poco efficace: per fortuna di Ancelotti l’attacco scandinavo è meno cinico di quanto visto nelle ultime uscite. Gli scandinavi riescono a chiudere i verdeoro nella propria metà campo, intercettando spesso e volentieri i lanci dalla difesa. La prima mossa di Ancelotti arriva al 58’, quando richiama in panchina Matheus Cunha per dare una mezz’ora ad Endrick. Impatto immediato dell’avanti del Lione, lanciato alla grande da Vinicius ma il suo tocco è un po’ lungo, consentendo a Nyland di chiudergli lo specchio della porta. Il Brasile è ora più propositivo ed impegna il portiere scandinavo un paio di volte nel giro di pochi minuti: miracolosa la sua uscita sull’incursione in area di Bruno Guimaraes.
Entra Neymar, segna Haaland
La risposta della Norvegia arriva poco prima dell’ultimo cooling break: nel giro di pochi minuti due cross molto interessanti arrivano finalmente dalle parti di Haaland. Se la prima volta ci pensa Alisson a deviare il pallone, l’avanti del Man City arriva un attimo in ritardo sul cross di Heggem. Ancelotti decide di giocarsi anche la carta Neymar, tenuto a riposo nelle ultime partite viste le condizioni fisiche non ideali: entra anche Danilo Santos al posto di Martinelli. Una Seleçao molto più offensiva per gli ultimi venti minuti di questo complicato ottavo di finale nel quale a fare la partita è stata, finora, la nazionale di Solbakken. Entrambe le squadre rimangono molto quadrate ed attente a non aprirsi troppo alle ripartenze degli avversari: lo spettacolo ne soffre ma, visto che in palio c’è un biglietto per i quarti, ci può stare. Paradossalmente la ripartenza più pericolosa è quella della Norvegia, con Haaland che allarga per l’accorrente Schjelderup: bello il suo tiro secco che trova, però, i guantoni di Alisson. Mentre Ancelotti inserisce Ederson, le puntate della Norvegia sulle fasce finalmente portano frutti: bello il cross dalla sinistra di Schjelderup, Haaland ha finalmente un pallone buono, sovrasta Gabriel e lo mette dove Alisson non può arrivare. Il Brasile ci mette un po’ per ricomporsi ma il tempo per trovare un varco nella difesa norvegese non è facile.
Neymar si sistema sulla sinistra e prova a sfruttare la tecnica per incunearsi nell’area norvegese ma la difesa rimane attenta. Un pallone perso dal Brasile in avanti scatena un pericoloso contropiede degli scandinavi ma Bobb spreca malamente. Dopo che un rimpallo di Ajer costringe Nyland ad una parata clamorosa per evitare l’autogol, cross teso di Casemiro che attraversa tutta l’area ma è lungo per l’accorrente Neymar. La Norvegia continua a giocare a calcio, palleggiando nella metà campo del Brasile per trovare il gol della sicurezza e, dopo aver rischiato su qualche contropiede, ci riesce grazie al solito Haaland. Palla ricevuta al limite dell’area, controllo preciso e rasoiata mancina sotto le gambe di Danilo: tiro angolatissimo sul quale Alisson non può niente, 2-0 Norvegia. I sette minuti di recupero vedono il Brasile lanciato in avanti per cercare almeno di riaprire una partita che, al momento, sembra chiusa. Alla fine, però, è la Norvegia a giostrare il pallone in maniera quasi irridente: Neymar non ci sta e pianta un pestone, beccandosi un giallo. Nel finale scoppia quasi una rissa in campo ma a recupero già finito, Ostigard allarga il braccio su Casemiro in area. L’arbitro concede un discutibile calcio di rigore: Nyland rimane fermo e Neymar mette la sfera nell’angolino, segnando la rete numero 80 con il Brasile. Dopo cinque minuti in più rispetto al previsto, arriva il triplice fischio. Ai quarti contro la vincente tra Inghilterra e Messico andrà la Norvegia: Giusto così.
Il tabellino
BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinhos, Gabriel, Douglas Santos; Bruno Guimaraes (79’ Ederson), Casemiro; Martinelli (68’ Danilo Santos), Rayan (68’ Neymar Jr), Vinicius Jr; Cunha (58’ Endrick). Ct: Carlo Ancelotti
NORVEGIA (4-3-3): Nyland; Ryerson (63’ Aursnes), Ajer, Heggem, Møller Wolfe; Odegaard, Berge, Berg; Sorloth (46’ Bobb), Haaland, Nusa (46’ Schjelderup). Ct: Ståle Solbakken
Marcatori: 79’, 89’ Haaland (N), 90+10’ Neymar Jr (rig) (B)
Ammoniti: 90+5’ Neymar Jr (B)
Arbitro: Ismail Elfath (Stati Uniti)