Deroga al Patto di stabilità, Meloni scrive alla Ue

Scritto il 18/05/2026
da Redazione web

A Parigi, a margine della prima giornata del G7 Finanze, Giorgetti ha incontrato tra gli altri i ministri di Francia e Germania e il vice presidente della commissione Dombrovkis. Le accuse di Conte e Schlein a Palazzo Chigi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea per chiedere che la deroga al Patto di stabilità prevista per la Difesa venga estesa anche alle spese per l'energia. Nella missiva indirizzata a Ursula von der Leyen viene ribadito quanto già sostenuto di recente: con la crisi iraniana e i prezzi dell'energia elevati, per il governo italiano "sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe". Questo a meno che la deroga, la "National Escape Clause", venga estesa anche ad una crisi che, come osserva la premier italiana, ormai interessa tutta l'Ue.

Secondo quanto si apprende a Parigi da fonti del Mef a margine della prima giornata del G7 Finanze, sull'allargamento si continua a trattare. Il ministro dell'Economia italiano, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato tra gli altri i ministri di Francia e Germania e il vice presidente della commissione Valdis Dombrovkis, ribadendo la richiesta del nostro Paese, come già avvenuto in ambito Ecofin a Bruxelles.

Intanto il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, va all'attacco della premier. "Meloni scrive una lettera contro gli accordi che lei stessa ha firmato: su riarmo e austerità si guardi allo specchio", scrive Conte in un lungo post sui social. "'Il nuovo Patto libera circa 35 miliardi di euro. Buon compromesso. Intesa migliore possibile. Negli anni questo ha dichiarato Meloni agli italiani sul Patto di stabilità, mentre con una mano firmava a Bruxelles l’accordo che ha strangolato il Paese con vincoli agli investimenti in crescita, lavoro, sanità, scuola, energia, e con l'altra prendeva impegni e approvava deroghe per spendere sempre più solo per difesa e armi - aggiunge l'ex premier -. E ora che fa? Scrive fuori tempo massimo a von der Leyen una lettera e dice, ipocritamente, che 'non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica'. Ora siamo al paradosso: Meloni si lamenta di accordi da lei stessa firmati e rivendicati, fermo restando che non rinnega affatto gli obiettivi di maggiore spesa militare. Tenta solo, per conservare la faccia agli occhi degli italiani, di distogliere l’attenzione dalle folli spese militari mettendoci accanto qualche spesa per l’energia".

Anche la segretaria del Pd Elly Schlein attacca la presidente del Consiglio. In un'intervista al Tg3 afferma: "Meloni vada a chiedere a Bruxelles una deroga non solo per le spese per la difesa, ma anche per l'energia. È facile dare la colpa all'Europa del fallimento totale della politica economica del governo di Meloni. Abbiamo tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, gli stipendi tra i più bassi d'Europa, le bollette tra le più care d'Europa. La prima battaglia da far quella per proseguire gli investimenti comuni europei ed è una battaglia che inspiegabilmente Giorgia Meloni non sta facendo insieme a noi".