Il duo Lovaglio-Tortora spinge al massimo per convincere l'assemblea di Mps a votare per la loro lista. L'ex ceo di Rocca Salimbeni, intervistato da Bloomberg Tv, ieri è andato all'attacco su tutti i punti sensibili, compresa la possibilità per Mediobanca di cedere la partecipazione del 13,2% in Generali. «Come ho detto l'anno scorso Generali è nice to have», ha detto Luigi Lovaglio, perché porta una diversificazione dei ricavi ed «è piuttosto importante» perché offre «ulteriori opportunità per il business della bancassicurazione». Tuttavia, «guardiamo a Generali come a un elemento importante per il nostro business plan ma la nostra strategia è più orientata al corporate & investment banking, al private banking e alla banca commerciale». Un'affermazione curiosa, se si pensa che il Leone è un crocevia della finanza italiana e pesa in modo determinante sugli utili di Mediobanca. Un argomento certamente non di gradimento per il grande socio Francesco Gaetano Caltagirone e alla lista del Cda, dove Fabrizio Palermo è indicato come amminsitratore delegato.
La sfida delle due liste (la terza di Assogestioni è di minoranza) si deciderà nell'assemblea degli azionisti del 15 aprile. «Sono fiducioso», ha proseguito Lovaglio, «sono pienamente impegnato e sono convito che questo impegno verrà riconosciuto dal mercato». Il banchiere ha detto di sentirsi a suo «agio ad essere parte della lista perché ho sempre raggiunto i risultati per i nostri azionisti, il mercato conosce il mio track record, quando mi impegno per un piano lo eseguo e credo fortemente che la continuità e l'esecuzione sia cruciale in questa fase per sprigionare la seconda fase di creazione di valore per in nostri azionisti». Il piano, che offre «un'alta remunerazione» e «prepara la banca a una seconda fase di consolidamento», «non sarà cambiato». Quanto alla reazione nervosa della Borsa, l'ex ceo ribatte che essa è dipesa da alcune «situazioni che hanno impattato» le azioni, tra cui la «mancata pubblicazione del rapporto di concambio» con Piazzetta Cuccia. Lovaglio alza il muro anche sulle domande riguardo l'inchiesta sul presunto concerto nella scalata a Mediobanca che suo malgrado lo ha coinvolto: «Considerando la fase dell'inchiesta», le cui indagini sono ancora in corso, «non penso che sia un problema essere ceo». Un punto, quest'ultimo, su cui il proxy advisor Iss - che ha invitato a votare per la lista del cda e per Palermo ad - si è soffermata citando «i potenziali effetti sull'esecuzione del piano dal prolungarsi dell'indagine» della Procura di Milano.
La lista di Plt Holding, quella promossa dal socio Pierluigi Tortora che punta su Lovaglio come ad, ieri ha replicato proprio alla relazione di Iss: secondo Plt, l'indicazione di voto a favore della lista del cda e allo stesso tempo l'indicazione di votare contro alcuni candidati della stessa, potrebbero generare confusione e incertezza alla luce del meccanismo di voto. Ad iniziare dal fatto che l'assemblea non eleggerebbe un presidente (indicazione di voto contrario sia per Nicola Maione che per Cesare Bisoni) lasciando la decisione a un cda di nuova formazione che dovrebbe fare un negoziato al suo interno. L'indicazione di voto selettiva, poi, creerebbe un vuoto di responsabilità ed ha una coerenza logica «difficile da individuare».